Impact

Una lettura post‑migratoria dell’iniziativa « Svizzera da 10 milioni »

giovedì, 21. maggio 2026

Da Istituto Nuova Svizzera

 

Insieme alla rete di INES abbiamo elaborato una lettura postmigratoria dell’iniziativa. L’analisi mostra come l’inasprimento delle politiche migratorie approfondisca le disuguaglianze esistenti, limiti la partecipazione democratica ed etnicizzi i problemi sociali, invece di affrontarne le cause strutturali.

La Svizzera è da tempo una società della migrazione
Oltre il 40 % della popolazione svizzera ha una storia migratoria; quasi un matrimonio su tre è binazionale. La migrazione non è uno stato eccezionale, ma una componente stabile della realtà svizzera. L’iniziativa, invece, costruisce la migrazione principalmente come problema e minaccia. Si pone così in contrasto con una Svizzera già caratterizzata da diversità, mobilità e realtà di vita post‑migratorie.

Ritorno al sistema degli stagionali
Le persone senza passaporto svizzero verrebbero escluse in modo permanente dalla sicurezza, dalla vita familiare e dalla naturalizzazione. Per le persone ammesse provvisoriamente non sarebbero più previste migliorie di status: né permesso di domicilio, né naturalizzazione, né diritti civici. Anche per tutte le altre persone senza passaporto svizzero gli ostacoli a un soggiorno stabile e a pari diritti verrebbero notevolmente aumentati. L’iniziativa riprende così la logica del vecchio statuto stagionale: lavorare sì – appartenere no. Le persone vengono considerate soprattutto come forza lavoro utile, senza garantire loro partecipazione politica e diritti sicuri.

Attacco ai diritti umani e allo Stato di diritto
L’iniziativa mette in discussione il diritto al ricongiungimento familiare sia per le persone svizzere sia per quelle residenti senza passaporto svizzero. Vuole negare diritti fondamentali ai rifugiati riconosciuti. Mette così in discussione gli accordi internazionali sui diritti umani e accetta consapevolmente la possibile denuncia della Convenzione di Ginevra sui rifugiati, della CEDU e dei Patti ONU sui diritti umani.
Sposta principi fondamentali dello Stato di diritto nel trattamento delle persone in cerca di protezione e della migrazione. Allo stesso tempo, mette in dubbio la comprensione della Svizzera come Stato di diritto umanitario.

La democrazia significa partecipazione – non esclusione
Chi vive qui, lavora qui e fa parte della società contribuisce a plasmarla e dovrebbe potervi partecipare. La democrazia vive dell’uguaglianza dei diritti e della partecipazione politica – non dell’esclusione e della problematizzazione politica della migrazione. L’iniziativa però rafforza un sistema a due classi tra chi gode di piena appartenenza e chi vede la propria presenza costantemente messa in discussione. Contribuisce così a legittimare ulteriormente meccanismi di esclusione razzializzati.

L’iniziativa mette a rischio le relazioni bilaterali con l’UE
L’iniziativa prevede, in determinate condizioni, la disdetta dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone con l’UE. A causa della clausola ghigliottina, potrebbe cadere l’intero pacchetto degli accordi bilaterali, con gravi conseguenze per economia, ricerca, posti di lavoro e cooperazione internazionale. Senza libera circolazione, anche per le persone svizzere sarebbe molto più difficile vivere, lavorare o studiare in Europa – come mostra l’esempio del Regno Unito.
L’iniziativa punta sulla limitazione nazionale e sull’isolamento come risposta politica alle sfide sociali. Allo stesso tempo, essa potrebbe indebolire il collegamento internazionale della Svizzera e aggravare ulteriormente i problemi economici e sociali, invece di contribuire alla loro soluzione.

L’iniziativa rende le persone migranti i capri espiatori
La carenza di alloggi, l’aumento degli affitti e le infrastrutture sovraccariche non sono il risultato della migrazione, ma di scelte politiche: edilizia abitativa senza scopo di lucro insufficiente, privatizzazioni, evasione fiscale e disuguaglianze sociali. L’iniziativa sposta però l’attenzione sulla migrazione e rende le persone migranti responsabili dei problemi sociali. Le cause strutturali delle disuguaglianze vengono così oscurate e le tensioni sociali aumentano.

Conclusione: cosa è in gioco

L’iniziativa non riguarda solo la migrazione, ma concetti fondamentali che riguardano chi appartiene alla Svizzera e quali condizioni rendono possibile la partecipazione. Rafforza le disuguaglianze tra persone con e senza passaporto svizzero e mette in discussione una società aperta e pluralista.

Rappresenta inoltre una tendenza politica osservabile anche altrove: crisi sociali e conflitti vengono sempre più affrontati con risposte nazionaliste e incentrate sulla migrazione, mettendo sotto pressione partecipazione democratica, diritti sociali e coesione.

E non si tratta di un futuro lontano: tra pochi anni la Svizzera conterà circa 9,5 milioni di abitanti, attivando rapidamente le disposizioni previste dall’iniziativa.

 

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Una lettura post‑migratoria dell’iniziativa « Svizzera da 10 milioni »

giovedì, 21. maggio 2026

Da Istituto Nuova Svizzera

 

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Einblick in die Vernissagen zum HANDBUCH NEUE SCHWEIZ - mit Ausblick ins kommende Jahr

giovedì, 23. dicembre 2021

Da Institut Neue Schweiz

 

In diesem letzten Blog-Beitrag im 2021 geben wir einen Einblick in die vier Vernissagen zum jüngst erschienenen HANDBUCH NEUE SCHWEIZ. Uns war es wichtig, Themen aufzugreifen, die das Institut Neue Schweiz INES auch im kommenden Jahr beschäftigen werden: ein neues Bürgerrecht, eine vielstimmige Bürger:innenschaft, diskriminierungsfreie Teilhabe und eine Schweiz, die für ihr globales Handeln Verantwortung übernimmt.

Demokratie und Vielfalt in der Kultur – eine kulturpolitische Debatte

venerdì, 10. settembre 2021

Da Anisha Imhasly

 

Gruppenbild im Anschluss an die kulturpolitische Debatte, Gessnerallee Zürich, Juni 2021

An einem Samstagnachmittag anfangs Juni fanden sich rund fünfzig Menschen in der Gessnerallee Zürich ein, um auf Einladung von INES unter dem Titel „Demokratie und Vielfalt in der Kultur – eine kulturpolitische Debatte“ zu erfahren, wie es um diese Vielfalt in der Kultur bestellt ist. Dies vor dem Hintergrund eines zentralen Anliegens seitens INES: Nämlich, dass sich die demografische Realität der Schweiz in seinen Institutionen – etwa in Politik und Verwaltung, Recht, Medien, Bildung und Kultur – viel stärker abbilden muss. Was hier folgt, ist eine subjektive Einordnung der Diskussionen bzw. einige weiterführende Gedanken zum Thema.

In der Schweiz Zuhause – ausgeschafft in ein fremdes Land

domenica, 30. maggio 2021

Da Institut Neue Schweiz und Demokratische Juristinnen und Juristen Zürich

 

Babak Fargahi, Rechtsanwalt

In der Schweiz können seit je her Menschen, die hier geboren und aufgewachsen sind, ausgeschafft werden. Nur weil sie den Schweizer Pass nicht besitzen. Mit Annahme der Ausschaffungsinitiative und Verschärfungen im Bürgerrecht hat sich die Situation noch mehr verschlechtert. Rechtsanwalt Babak Fargahi, Filmhistorikerin Marcy Goldberg, Buket Bicer-Zimmermann, Schwester eines in die Türkei ausgeschafften Secondo, und Ständerat Paul Rechsteiner haben am 24. Mai 2021 im Rahmen der Veranstaltungsreihe Kosmopolitics über diese Missstände gesprochen. Hier kann das Video angesehen werden.

LETTERA APERTA AL CONSIGLIO FEDERALE DELLA SVIZZERA: LE DIFFICOLTÀ ECONOMICHE IN TEMPO DI CRISI A CAUSA DEL CORONAVIRUS NON DEVONO METTERE A REPENTAGLIO IL PERMESSO DI RESIDENZA E LA NATURALIZZAZIONE - ANCHE IN QUESTO CASO SIAMO SOLIDALI!

venerdì, 1. maggio 2020

Da INES Istituto Nuova Svizzera

 

La pandemia del coronavirus non è solo una crisi sanitaria, ma anche sociale ed economica. Molte persone sono minacciate dalla disoccupazione, dipenderanno dall'aiuto sociale e dovranno indebitarsi, anche in Svizzera. Ciò ha enormi conseguenze finanziarie e sociali, ma anche - cosa che molti non sanno - legali. Il criterio dell'"integrazione economica" svolge un ruolo decisivo nelle decisioni relative al permesso di residenza e alla naturalizzazione. La pandemia del coronavirus è quindi una minaccia esistenziale per molte persone. Ciò riguarda potenzialmente un quarto della popolazione residente che non ha la cittadinanza svizzera, ma che sostiene e contribuisce a costruire il paese quotidianamente.

Rahmengesetz zur Bekämpfung jeder Form von Diskriminierung

venerdì, 30. giugno 2023

Da Tarek Naguib

 

Quelle: Aktion Vierviertel

Um den Herausforderungen der Zukunft zu begegnen, braucht es laut INES eine verfassungsrechtliche Regelung, welche ein Gesetz zur Bekämpfung von Diskriminierung und Förderung der Gleichstellung verlangt. In diesem Sinne entwickelte INES-Co-Geschäftsleiter und Jurist Tarek Naguib eine Vorlage für ein Rahmengesetz zur Bekämpfung jeder Form von Diskriminierung.

Arbeitspapier Baustelle Demokratie

lunedì, 16. gennaio 2023

Da Institut Neue Schweiz

 

Eine Runde der Schweizer Think-Tanks und Foresight Organisationen ist 2022 zusammengekommen, um über die Herausforderungen für die Demokratie zu diskturieren. Das Treffen fand auf Einladung der Stiftung Mercator Schweiz und der Schweizerischen Gemeinnützigen Gesellschaft statt. Ziel war es, offensichtliche wie verborgene Entwicklungen zusammenzutragen sowie konkrete Massnahmen zur Stärkung und Entwicklung der Demokratie der Schweiz zu identifizieren.

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venerdì, 10. settembre 2021

Da Anisha Imhasly

 

Gruppenbild im Anschluss an die kulturpolitische Debatte, Gessnerallee Zürich, Juni 2021

An einem Samstagnachmittag anfangs Juni fanden sich rund fünfzig Menschen in der Gessnerallee Zürich ein, um auf Einladung von INES unter dem Titel „Demokratie und Vielfalt in der Kultur – eine kulturpolitische Debatte“ zu erfahren, wie es um diese Vielfalt in der Kultur bestellt ist. Dies vor dem Hintergrund eines zentralen Anliegens seitens INES: Nämlich, dass sich die demografische Realität der Schweiz in seinen Institutionen – etwa in Politik und Verwaltung, Recht, Medien, Bildung und Kultur – viel stärker abbilden muss. Was hier folgt, ist eine subjektive Einordnung der Diskussionen bzw. einige weiterführende Gedanken zum Thema.

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domenica, 30. maggio 2021

Da Institut Neue Schweiz und Demokratische Juristinnen und Juristen Zürich

 

Babak Fargahi, Rechtsanwalt

In der Schweiz können seit je her Menschen, die hier geboren und aufgewachsen sind, ausgeschafft werden. Nur weil sie den Schweizer Pass nicht besitzen. Mit Annahme der Ausschaffungsinitiative und Verschärfungen im Bürgerrecht hat sich die Situation noch mehr verschlechtert. Rechtsanwalt Babak Fargahi, Filmhistorikerin Marcy Goldberg, Buket Bicer-Zimmermann, Schwester eines in die Türkei ausgeschafften Secondo, und Ständerat Paul Rechsteiner haben am 24. Mai 2021 im Rahmen der Veranstaltungsreihe Kosmopolitics über diese Missstände gesprochen. Hier kann das Video angesehen werden.

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Da Tarek Naguib

 

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